Sbiancare i denti: l'ultimo step di un percorso di estetica dentale che parte dalla salute
Sbiancare i denti è spesso percepito come un atto puramente estetico, qualcosa che si decide di fare per migliorare l’aspetto del sorriso.
In realtà, nella pratica clinica il trattamento di sbiancamento dentale è l’ultimo passaggio di un iter che prende avvio dalla valutazione della salute orale e delle caratteristiche cliniche del paziente, e che include necessariamente una seduta di igiene dentale professionale. Capire questo ordine di priorità è il modo più efficace per ottenere risultati duraturi senza esporre i denti a rischi inutili. Scopriamo insieme perché e in che modo.
Sbiancare i denti richiede prima la pulizia professionale
Prima di sbiancare i denti, il trattamento deve essere sempre preceduto da una seduta di pulizia denti professionale, o detartrasi. Questo non è un passaggio accessorio: è una condizione clinica necessaria.
La presenza di placca e tartaro non soltanto riduce l’efficacia dello sbiancamento dentale, ma può aggravare una situazione infiammatoria in atto a seguito del trattamento stesso.
Per questo motivo, prima di procedere con qualsiasi trattamento sbiancante professionale, il dentista effettua anche una visita di controllo accurata. L’obiettivo è escludere la presenza di carie, gengiviti, recessioni gengivali o condizioni di ipersensibilità dentale che potrebbero interferire con il risultato o esporre il paziente a complicazioni.
Solo quando lo stato di salute orale è confermato, è possibile procedere con le valutazioni specifiche che orientano la scelta del trattamento.
Capire le cause: il punto di partenza per sbiancare i denti
Per sbiancare i denti in modo mirato, la causa della discromia è un fattore determinante che il dentista deve valutare insieme allo stato di salute orale del paziente. Diverse sono infatti le condizioni che possono favorire l’ingiallimento dello smalto (la sostanza dura che ricopre i denti) e l’insorgere di macchie antiestetiche. In linea generale, i fattori che ne alterano il colore nel tempo si dividono in due categorie, con implicazioni cliniche diverse.
Le cause intrinseche riguardano la genetica, che determina la tonalità di base dello smalto e la trasparenza della dentina, e l’età, che ne favorisce un assottigliamento progressivo rendendo più visibile la dentina sottostante, di per sé più giallastra. Rientrano in questa categoria anche alcuni farmaci, in particolare le tetracicline, che possono provocare discromie dentali.
Le cause estrinseche devono invece essere ricercate nelle abitudini quotidiane: il consumo regolare di caffè, tè, vino rosso, succhi scuri, cibi ricchi di coloranti, il fumo con i depositi di nicotina e catrame, e la scarsa igiene orale che favorisce l’accumulo di placca e la formazione di tartaro.
Il tartaro, in particolare, è un deposito cristallizzato che nessun normale strumento domiciliare riesce a rimuovere e che, accumulandosi sui denti, contribuisce attivamente al loro ingiallimento.
Conoscere la natura della discromia orienta la scelta del trattamento più adatto e consente di stabilire aspettative realistiche sul risultato ottenibile.
Sbiancare i denti in modo naturale: la valutazione del colore
Un terzo fattore che il dentista valuta prima di procedere riguarda il colore di base della dentatura. Per sbiancare i denti con un risultato armonioso, non esiste un obiettivo standardizzato valido per tutti: attraverso una scala colorimetrica, lo specialista analizza il colore di base della dentatura, il tono della pelle e il colore dei capelli del paziente.
Questa valutazione è determinante perché il livello di bianco raggiungibile è condizionato dal colore naturale dei denti e dalle caratteristiche individuali di ciascun paziente, e orienta sia la scelta del trattamento sia la definizione di aspettative realistiche sul risultato finale.
Dalla valutazione alla scelta: come sbiancare i denti in modo professionale
Una volta completata la valutazione dello stato di salute orale, della causa della discromia e del colore di base della dentatura, il dentista può inidicare il trattamento professionale più adatto per sbiancare i denti.
Lo sbiancamento CLICK è la soluzione rapida, indicata per chi presenta un ingiallimento naturale di media entità. Utilizza una bassa percentuale di Perossido di Carbammide (6%), non richiede protezione gengivale, non causa ipersensibilità e non danneggia lo smalto.
In 15 minuti, il gel composto da due componenti (sbiancante e attivatore) viene applicato sui denti e attivato con una lampada fotopolimerizzante. Il trattamento può essere abbinato direttamente alla seduta di igiene oppure ripetuto a distanza di una settimana per un risultato più efficace.
Lo sbiancamento dentale professionale si rivolge a chi desidera un cambiamento più incisivo del colore dentale. Si svolge in un’unica seduta di circa 55 minuti, durante la quale il Perossido di Idrogeno viene applicato sotto forma di gel e attivato da una lampada al plasma.
L’ossigeno rilasciato penetra in profondità nello smalto e scompone le molecole delle macchie in particelle invisibili, restituendo ai denti una luminosità più marcata.
Quando sbiancare i denti non è la soluzione giusta
Attenzione però: non sempre sbiancare i denti è la risposta più indicata. Il trattamento sbiancante è efficace per macchie lievi e colorazioni anomale di media entità.
Quando il paziente desidera un cambiamento permanente del colore, o quando sono presenti problemi estetici più complessi (come spazi anomali tra i denti, fratture, disallineamento o affollamento) il trattamento sbiancante non è sufficiente.
In questi casi, la soluzione più indicata è la progettazione di un nuovo sorriso attraverso le faccette estetiche in ceramica.
Sbiancare i denti: quanto dura il risultato e come mantenerlo
Sbiancare i denti con risultati stabili dipende anche da ciò che si fa dopo il trattamento. I risultati dello sbiancamento professionale possono durare anche uno o due anni, a seconda delle abitudini di igiene quotidiana e dello stile di vita del paziente.
Una seduta di igiene professionale ogni sei mesi, insieme alla limitazione di sostanze coloranti come caffè, vino rosso e fumo, rappresenta il piano di mantenimento più efficace per prolungare nel tempo la luminosità del sorriso.
Sbiancare i denti con risultati stabili e senza rischi per lo smalto è dunque possibile. La condizione è che il trattamento cosmetico sia preceduto da una valutazione clinica completa (dello stato di salute orale, delle cause della discromia e delle caratteristiche individuali del paziente) e seguito da un piano di mantenimento adeguato.
Affidarsi a un centro odontoiatrico Torino con esperienza in prevenzione ed estetica dentale, come DC Clinic (prima Studio dentistico Del Corso), è la scelta che consente di ottenere entrambe le cose: un sorriso più luminoso e denti in salute.