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Come curare la parodontite

Come curare la parodontite – L’approccio terapeutico tradizionale mira essenzialmente a curare gli effetti della malattia, stabilizzandone o a ritardandone la progressione. Il nostro approccio terapeutico mira invece, a curare sia gli effetti (accumuli di placca e tartaro) sia la causa (presenza di parassiti e batteri). In questo articolo ti spieghiamo perché ed in che modo.

Parodontite che cos’è e quale la causa

La parodontite ed in generale le malattie della gengiva sono un’infiammazione dei tessuti che sostengono il dente (osso alveolare, il cemento che riveste la radice del dente, la gengiva e il legamento parodontale) che è dovuta ad un’infezione batterica e parassitaria. Come abbiamo visto nell’articolo “Malattia della gengiva: di cosa si tratta e come possiamo curarla”, l’ENTAMOEBA GENGIVALIS ed il TRICHOMONAS TENAX sono i più comuni microorganismi coinvolti nelle malattie parodontali. Questi parassiti sono tipicamente associati alla distruzione dell’osso ed al deterioramento delle gengive.

Come molte malattie della gengiva, la Parodontite può essere molto dolorosa e portare alla perdita dei denti. Per questo motivo è importante diagnosticarla in tempo ed intervenire opportunamente con una terapia adeguata. Quale tipo di trattamento scegliere, però?

Come curare la parodontite: l’approccio convenzionale

L’approccio terapeutico tradizionale mira essenzialmente a stabilizzare o a ritardare la progressione della malattia attraverso:

  • sondaggi parodontali con registrazione della profondità delle tasche
  • sedute di igiene professionale con detartrasi e levigate manuali delle radici
  • disinfezione delle tasche con il laser.

Questi metodi di igiene e detartrasi aiutano effettivamente ad eliminare il tartaro che si forma attorno ai denti. Ciononostante, i batteri ed i parassiti ancora presenti continuano a deteriorare le tasche che si formano attorno ai vostri denti.

Anche la chirurgia correttiva

  • chirurgia delle tasche parodontali
  • chirurgia mucogengivale per correggere le recessioni gengivali
  • chirurgia ossea per correggere i difetti ossei ed eventualmente rigenerare la quantità di osso perso

può rivelarsi, sovente, necessaria ma il ritorno della malattia è spesso, inevitabile.
Il nostro approccio terapeutico mira invece, a curare sia gli effetti (accumuli di placca e tartaro) sia la causa (presenza di parassiti e batteri). Ti spieghiamo come.

Come curare la parodontite: le 4 fasi del nostro protocollo di cura

Prima Fase
Si inizia da una diagnosi “in vivo”, eseguendo un prelievo indolore di placca presente nelle tasche parodontali ed un riconoscimento dei batteri presenti al Microscopio a contrasto di fase. La frequenza di infestazioni parassitarie nel caso di paradontite attiva si aggirano intorno al 99%: questo rende la diagnosi immediata e molto facile da confermare.

Seconda Fase
Eliminiamo l’infezione impiegando una terapia medico-farmacologica abbinata al tradizionale trattamento di supporto parodontale (costituito dalle tradizionali levigature, curettage e detartrasi) e ad una corretta educazione igienico-alimentare del paziente.

Quando la diagnosi al microscopio è certa, consegniamo al paziente tutti gli strumenti per raggiungere la guarigione a cui si abbina una terapia topica. A ciò, quando indicato, si abbina una possibile terapia sistemica anti-parassitaria per eliminare, ove siano presenti, i parassiti che si nutrono di globuli bianchi, riducendo le difese immunitarie del paziente.

Terza Fase
La normale terapia messa in atto dall’igienista inizia e si coadiuva col medico solo dopo aver debellato la presenza dei parassiti: agire immediatamente senza conoscere la tipologia di flora batterica presente potrebbe solo alimentare il meccanismo di nutrizione e sopravvivenza degli stessi microbi responsabili della patologia paradontale in atto.

Quarta Fase
Dopo la terapia, i controlli microscopici sono impiegati in ogni follow-up parodontale, proprio come le radiografie vengono impiegate nella valutazione dei difetti ossei. I controlli che eseguiamo dopo 3 e 6 mesi dalla fine del trattamento confermeranno l’avvenuta guarigione dalla malattia parodontale.

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